Orto Botanico di Roma

Non tutti conoscono l’esistenza di questo piccolo angolo di Paradiso nella nostra capitale. Situato nel cuore di Trastevere, è un concentrato di terre lontane: in pochi passi si attraversano Giappone, Brasile e Australia, fino ad arrivare a un giardino per non vedenti, dominato dagli aromi. Se non fosse per lo sparo del cannone sul Gianicolo che, puntuale, segna le 12, non sembrerebbe nemmeno di essere a Roma.

L’Orto botanico di Roma è situato alle pendici del Gianicolo, nell’antico parco di villa Corsini, un tempo residenza di Cristina di Svezia. La struttura dipende dal Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Passeggiata sul Gianicolo e all’Orto Botanico

Una passeggiata panoramica dal sapore storico quella che si può godere arrivando al Gianicolo da Porta San Pancrazio: qui inizia un percorso che porta al belvedere, dove campeggia la statua di Giuseppe Garibaldi preceduta dai busti marmorei degli eroi garibaldini, difensori della Repubblica Romana del 1849. Sulla destra si incontra Villa Lante, oggi sede dell’Ambasciata della Finlandia presso la S. Sede, poi si arriva alla famosa Quercia del Tasso, luogo caro al poeta durante il suo soggiorno presso il convento di S. Onofrio, dove il Tasso morì.
Un angolo di natura nel rione di Trastevere, ai piedi del Gianicolo è rappresentato, appunto, dall’Orto botanico, uno dei più grandi d’Italia, oggi parte del Dipartimento di biologia vegetale dell’Università La Sapienza di Roma.
Dal Viale delle Palme il percorso si snoda attraverso la serra delle piante comuni e quella delle piante tropicali, per arrivare ai giardini a tema: il roseto, la valletta delle felci, la collezione di bambù. Da un punto panoramico si possono ammirare le piante tipiche dell’alta montagna e il giardino giapponese.

Storia

L’antenato dell’attuale Orto botanico di Roma è il Simpliciarius Pontificius Vaticanus (cioè il giardino dei semplici dove si coltivavano piante medicinali e utili, presenza costante nei monasteri), menzionato sotto il pontificato di Bonifacio VIII.
Poco più avanti, alla fine del XIII secolo, un’iscrizione oggi in Campidoglio menziona un Pomerius voluto dal papa Nicola III sul Colle Vaticano: si trattava tuttavia ancora di un terreno agricolo – vigna, frutteto, erba medica – sul sito oggi occupato dai Giardini e da altri palazzi vaticani, destinato a coltivazioni di servizio alla corte papale.

 

 

Il primo vero orto botanico di Roma fu voluto nel XVI secolo da Alessandro VI, e successivamente ricostruito da Pio IV, che lo dotò anche di un guardiano (che faceva anche da guida). Pio V ingrandì il giardino affidandolo al botanico Michele Mercati. Dopo un periodo di abbandono, Alessandro VII ne fece uno dei principali giardini botanici d’Europa, utilizzandovi l’acqua dell’acquedotto che Paolo V aveva condotto da Bracciano al Gianicolo, ripristinando l’antico acquedotto di Traiano.

 

 

Benché la prima cattedra universitaria di botanica fosse stata istituita a Roma nel 1513 e studenti e insegnanti potessero fruire per le loro osservazioni del giardino botanico del Vaticano, questo rimaneva tuttavia privatissimo. Il direttore di questo giardino vaticano dal 1601 al 1629, Giovanni Faber, «fu il primo a chiamare la sua materia Botanica ».

Il primo terreno destinato a questo uso (denominato ancora, all’epoca, “giardino dei semplici”) fu donato all’Università da papa Alessandro VII Chigi nel 1660, appunto sotto al Fontanone, sottraendolo al pomario del convento di San Pietro in Montorio.

Con l’unità d’Italia, nel 1883, l’Orto botanico approda alla sua odierna dimensione, quando lo Stato acquisisce la proprietà del giardino di Villa Corsini.

Il primo direttore, colui che nel parco Corsini praticamente abbandonato fece installare le prime collezioni, fu Pietro Romualdo Pirotta (Pavia 1853-Roma 1936), professore di botanica all’Università di Roma dal 1883, socio dell’Accademia nazionale delle scienze dal 1910, componente fra l’altro, dal 1913, della prima commissione ministeriale per la creazione del Parco nazionale d’Abruzzo, fondatore nel 1924 degli Annali di Botanica.

Organizzazione attuale e specie presenti

L’Orto botanico di Roma ha attualmente un’estensione di 12 ettari, in posizione riparata sul pendio del Gianicolo volto a nordest e assolata nella parte pianeggiante. L’irrigazione e alcuni ruscelli dotati di colture acquatiche sono alimentati dal soprastante acquedotto dell’Acqua Paola.

L’Orto botanico ha funzioni didattiche, di educazione ambientale e di ricerca scientifica. Esso è sede di mostre, corsi, conferenze e simposi ed ha annualmente quasi centomila visitatori. L’attività per le scuole è molto intensa con circa 250 visite guidate. L’Orto inoltre è sede di ricerche altamente specializzate sull’ecologia dell’ambiente urbano.

 

 

Il giardino ospita attualmente oltre 3000 specie vegetali. Si danno qui solo alcuni cenni sull’organizzazione di massima delle zone espositive.

Nella parte inferiore si incontrano:

  • orto dei semplici e giardino degli aromi;
  • palme;
  • piante acquatiche;
  • serre e collezioni di piante succulente;
  • boschetti di bambu, valletta delle felci.

Nella parte superiore della collina è stata conservata la struttura arborea originale, lasciata a bosco mediterraneo di sempreverdi.

 

 

La zona è detta Bosco romano, e dalle radure tra gli esemplari secolari di lecci e platani (accreditati di 350 – 400 anni di età) si godono splendidi scorci panoramici della città. Dell’arredamento settecentesco del giardino si conservano in questa zona la scalinata del Fuga e il nicchione addossato alla sommità della collina.

 

 

Al di sotto, in direzione del palazzo, è stata installata la collezione di conifere; si incontrano anche, in questa zona, una Araucaria australiana con le sue “cugine” Wollemia e Agathis, una sequoia gigante americana oltre che almeno 4 sequoie sempreverdi (l’altra specie di sequoia esistente), una metasequoia cinese, anche detta Abete d’acqua e alcuni Taxodium distichum, mucronatum e messicani.

Nella parte superiore sono installati anche:

  • il roseto
  • il giardino giapponese, progettato dall’architetto Ken Nakajima, creatore anche del giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

La visita all’Orto

Mappa

 

Le Gimnosperme

La collezione occupa principalmente la parte della zona collinare e comprende specie dei generi PodocarpusPinusCupressus Torreya. Si sottolinea, tra le altre, la presenza di Taxodium distichum (L.) Rich., Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei, endemismo dei Monti Le Madonie (Sicilia) e specie indicata come CR (gravemente minacciato) nella Red List dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, Agathis robusta (C.Moore ex F.Muell.) F.M.Bailey, conifera a foglia espansa, Pinus canariensis C. Sm. ex DC., Pinus excelsa Wall. ex Lamb., Sequoia sempervirens (Lamb.) Endl. (VU, vulnerabile), Sequoiadendron giganteum (Lindl.) J. Buchholz. (VU, vulnerabile), Ginkgo biloba L. (EN, minacciato), Cycas revoluta Thunb. (NT, quasi a rischio) e Cycas circinalis L. È anche presente un individuo di Wollemia nobilis W.G. Jones, K.D. Hill & J.M. Allen, specie ritenuta estinta fino al 1994, quando fu rinvenuta nel Wollemi National Park (Australia).

 

 

I Bambù

La collezione è una fra le più ricche presenti in Europa. I generi più rappresentati sono Phyllostachys, Sasa, Bambusa e Pleioblastus.

Si sottolinea la presenza di Phyllostachys nigra (Loddiges ex Lindley) Munro (Bambù nero), Phyllostachys edulis (Carrière) J.Houzeau, Phyllostachys viridiglaucescens (Carrière) Rivière & C.Rivière e Fargesia nitida (Mitford) P. C. Keng ex T. P. Yi.

 

 

Il Bosco Mediterraneo

Situato nella zona collinare, rappresenta una testimonianza della vegetazione che ricopriva in passato il Colle del Gianicolo. È costituito in prevalenza da querce, fra le quali Quercus ilex L., Quercus pubescens Willd., Quercus robur L. e Quercus petraea (Matt.) Liebl. Sono presenti, inoltre, Acer campestre L., Viburnum tinus L., Laurus nobilis L., Carpinus betulus L. e Rhamnus alaternus L.

 

 

Le Palme

Collezioni di grande rilievo per l’elevato numero di entità che vengono coltivate all’aperto. Fra i generi più rappresentativi vi sono: PhoenixTrachycarpus Sabal. Fra le specie rare: Brahea edulis H. Wendl. ex S. Watson, Nannorrhops ritchieana (Griff.) Aitch. Sono inoltre presenti Chamaerops humilis L., Washingtonia robusta H.Wendl., Phoenix canariensis Hort. ex Chabaud e Phoenix dactylifera LFra le specie a rischio inserite nelle Red List dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, sono presenti: Jubaea chilensis (Molina) Baill. (VU, vulnerabile), Phoenix theophrasti Greuter (NT, quasi a rischio), Washingtonia filifera (Linden ex André) H. Wendl. (NT, quasi a rischio).

 

 

Il Roseto

Il disegno del roseto è stato tracciato seguendo, attraverso una numerazione e una collocazione progressiva, lo schema di derivazione delle attuali rose coltivate dalle prime rose spontanee (che presentano tutte fiori semplici a 5 petali). Le più importanti fra le rose antiche da giardino hanno avuto origine da Rosa gallica L., Rosa phoenicia Boiss., Rosa canina L., e da altre entità comunemente riunite sotto il nome di Rosa moschata s.l. Nel roseto è inoltre presente una considerevole collezione di rose spontanee presenti in Italia.

 

 

Il Giardino degli Aromi

È organizzato in una serie di aiuole rialzate in muratura che accolgono specie riconoscibili tramite caratteristiche tattili (ad esempio la pubescenza) o olfattive (aroma) e corredate da cartellini in Braille.

 

 

La Valletta delle Felci

Accoglie una collezione di felci erbacee, fra le quali: Asplenium adiantum-nigrum L., Athyrium filix-femina (L.) Roth, Pteridium aquilinum (L.) Kuhn, Polystichum setiferum (Forssk.) T. Moore ex Woyn., Phyllitis scolopendrium (L.) Newman e Woodwardia radicans (L.) Sm.

 

 

Il Giardino Mediterraneo

È organizzato in aiuole, in cui si possono osservare specie tipiche della macchia mediterranea (Quercus ilex L., Arbutus unedo L, Phillyrea latifolia L., Pistacia lentiscus L., Myrtus communis L.), specie australiane (Callistemon citrinus (Curtis) Skeels), specie originarie del Sudafrica (Polygala myrtifolia L.) e specie dei generi CistusSalviaTeucrium Lavandula. Sono anche presenti: Euphorbia characias L., Matthiola sinuata (L.) R. Br., Pancratium illyricum L., Helichrysum litoreum Guss., Limonium narbonense Mill. e Gomortega keule (Molina) Baill.

 

 

L’Orto dei Semplici

Con il termine “Semplici” si indicano le piante medicinali, dette anche “officinali” da “officina”, ossia laboratorio farmaceutico. Nell’Orto dei “Semplici” le specie medicinali sono organizzate in aiuole rialzate, realizzate in muratura. Altre specie officinali sono coltivate nell’area circostante, mentre altre ancora sono presenti all’interno dell’adiacente Serra Tropicale.

 

 

Piante acquatiche

L’ambiente acquatico nel Museo è rappresentato dal ruscello, dal laghetto e da alcune vasche. Sono presenti fra le altre: Nelumbo nucifera Gaertn., Typha latifolia L. e Cyperus alternifolius L.

 

 

La Serra Monumentale

È stata costruita dalla ditta Mathian di Lione nel 1877; ospita una collezione di euforbie, con individui di Euphorbia abyssinica J.F. Gmel., Euphorbia grandicornis Goebel ex N.E. Br., Euphorbia tirucalli L., Euphorbia mauritanica L. e due rampicanti, Quisqualis indica L. e Petrea volubilis L. Addossati lateralmente alla Serra monumentale, si trovano due serre a spiovente unico.

 

 

La Serra Corsini

Realizzata nel XIX secolo, rappresenta la prima serra calda edificata nel giardino. Ospita una collezione di succulente le cui famiglie maggiormente rappresentate sono CactaceaeAgavaceaeEuphorbiaceae Crassulaceae. Di pregio, nella collezione, la presenza di caudiciformi, che comprende in particolare i generi Fockea Pachypodium. Sono inoltre presenti due vasche appartenute alla Regina Cristina di Svezia nel periodo in cui alloggiava (dal 1659 al 1689) presso la Villa Riario, ora Palazzo Corsini.

 

 

Il Giardino Giapponese

È stato realizzato secondo un modello di giardino orientale con giochi d’acqua, piccole cascate e due laghetti. Vi si possono osservare le seguenti specie: Acer buergerianum Miq., Acer palmatum Thunb., Amelanchier canadensis (L.) Medik., Berberis thunbergii DC., Camellia sinensis (L.) Kuntze, Magnolia stellata Maxim., Myrtus communis L., Pinus thunbergii Parl., Pittosporum tobira (Thunb.) W.T. Aiton e Prunus subhirtella Miq.

 

 

La Serra Tropicale

Di recente realizzazione, ospita specie di ambienti tropicali e subtropicali. All’interno della serra l’umidità rimane costantemente sull’80%UR e la temperatura varia fra 18°C e 20°C, in inverno, e intorno a 30°C in estate. La serra è organizzata nelle seguenti aree, ciascuna dedicata a una particolare tematica: specie del sottobosco tropicale; Pandanus; piante palustri; piante utili per l’uomo; foresta tropicale; palme. La collezione è un piccolo esempio della straordinaria biodiversità vegetale presente nelle foreste tropicali. Nella serra sono presenti, tra le altre, Phytelephas macrocarpa Ruiz & Pav., Aristolochia gigantea Mart. & Zucc. e Hibiscus schizopetalus (Dyer) Hook. f. É anche presente una collezione di epifite comprendente alcune Nepenthes.

 

 

Alberi monumentali

Sono presenti individui centenari di Agathis robusta (C.Moore ex F.Muell.) F.M.Bailey, Acer palmatum Thunb., Ehretia acuminata R.Br., Erythrina crista-galli L., Nolina longifolia (Karw. ex Schult. & Schult.f.) Hemsl., Sequoia sempervirens (Lamb. ex D. Don) Endl., Torreya grandis Fortune ex Lindl., Trachycarpus takil Becc., Nannorrhops ritchieana (Griff.) Aitch., Cladrastis kentukea (Dum. Cours.) Rudd, Parrotia persica C.A. Mey., Apollonias barbusana A. Brown, Fagus sylvatica L., due individui plurisecolari di Platanus orientalis L., posti ai lati della “Fontana degli 11 Zampilli” e un individuo di Quercus suber L.

 

 

Come arrivare

 

 

L’orto botanico di Roma si trova a Largo Cristina di Svezia, 24, ed è aperto dalle 09.00 alle 17.30. Chiuso la domenica e i festivi.

Orari di apertura

In occasione di eventi e mostre, l’Orto Botanico è eccezionalmente aperto anche la domenica. Nel periodo Marzo – Ottobre: aperto da lunedì a sabato dalle ore 9 alle ore 18.30 Nel periodo Novembre – Febbraio: aperto da lunedì a sabato dalle ore 9 alle ore 17.30

Biglietto di ingresso

Biglietto d’ingresso: € 8,00 Ridotto: € 4,00 (da 6 a 11 anni, oltre i 65 anni e residenti nel Rione Trastevere. L’ingresso é gratuito per i bambini di età inferiore a 6 anni e per i diversamente abili (con tesserino sanitario) e il loro accompagnatore.

Ingresso per i disabili

L’Orto Botanico è inoltre una tra le strutture di questo genere attrezzata per i disabili: è stato infatti sistemato un sentiero e sono a disposizione due mezzi mobili a batterie che permettono di usufruire anche dei percorsi in collina. Tra le altre cose è stato organizzato un “giardino dei profumi” per i non vedenti: la classificazione delle piante da cui essi provengono è stata riportata anche in braille.

Visite guidate

L’Orto Botanico di Roma organizza visite per gruppi di almeno 10 persone e per le scuole di ogni ordine e grado. É possibile prenotare le visite inviando relativa richiesta a info-ortobotanico@uniroma1.it

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